Siamo belli in modo impertinente,
a noi tutto e agli altri quasi niente.
Siamo tanti, furbi e senza volto,
certo poi dobbiamo ridere molto
delle miserie, della loro povertà,
delle loro facce vuote senza volontà,
dell’assenza di attenzione e di un po’ di pietà,
della desolante forza della sordità.
Arriverà, arriverà, arriverà;
ecco l’era del silenzio, eccovela qua!
Arriverà, arriverà;
ecco l’era del silenzio, eccovela qua!
Ed in fondo abbiamo un cuore buono,
prima pecca, sì, ma poi chiede perdono.
E la sera si addormenta la coscienza
con un po’ di catodica demenza;
che la fame si è calmata tanto poco fa;
che la sete non esiste più da anni in qua;
che la guerra si combatte solo in TV;
che se schiacci sul comando poi non rompe più.
Arriverà, arriverà, arriverà;
ecco l’era del silenzio, eccovela qua!
Arriverà, arriverà;
ecco l’era del silenzio:
su etiopici e eritrei;
sulle strade di Bombay;
sui ghetti di Caracas;
sulla giungla verde in Chapas;
sul debito africano;
sul massacro tibetano;
la sottile indifferenza;
la congiura del silenzio!
Arriverà, arriverà, arriverà;
ecco l’era del silenzio, eccovela qua!
Arriverà, arriverà;
ecco l’era del silenzio, eccovela qua!
Arriva già;
arriva qua:
ecco l’era del silenzio, eccovela qua! Eccovela qua! Eccovela qua!
Ecco l'Era del silenzio
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