Ricordo il cavallo
che correva su quei prati;
i templi sognati,
le maschere da ballo;
le strade, i mercati,
le barche sul mare.
Credevo di sognare
vedendoti apparire:
le torri a difesa,
le mura ed i ponti,
le urla, le genti,
per me;
Tutto delirava per me!
Il sogno tramutato in te!
Scale in cristallo
da salire con le ali.
E cannocchiali
per scorgere in tempo
la fine del mondo.
La vittoria di un gallo
scatenava risse tra i vicoli.
La città dei miei sogni
che cercavo da mille secoli.
Tutto delirava per me!
La beffa già ordita
mi aspettava in uno specchio.
Ad ogni crocicchio
mi scherniva divertita:
“Guardate quel vecchio
sta cercando qualche cosa.
Forse la sposa
o la fine di un'attesa.”
Mi girai, li guardai,
mi guardai, poi capii
che si trattava proprio
di me!
La gente che rideva di me!
Del vecchio tramutato in me!
La città dei miei sogni,
che cercavo in gioventù,
non mi voleva più
perché ero già anziano.
Piangevo invano.
Nella piazza sedevo
tra vecchi legati in catena.
Guardavo i giovani
divertirsi sino a mattina.
La gente che rideva di me!
Mi guardava, compiangeva,
ci pensava, poi rideva
del vecchio tramutato in me!
Con mille e una ruga, senza via di fuga;
senza più rispetto per sé!
Con mille rimpianti e una vita di stenti
vissuta per trovare te!
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